Industria, il Salone nautico 2021 chiude con un “più” davanti

 

La rassegna di Genova registra oltre 92 mila visitatori, valore superiore del 30% a quello del 2020. I numeri, che risentono comunque degli spazi a terra ridotti causa lavori del waterfront, sanciscono il momento magico del settore

Saverio Cecchi, il presidente di Confindustria nautica, che organizza la rassegna con il suo braccio operativo I Saloni Nautici Spa, parla apertamente di successo dell’edizione numero 61, appena conclusa.

“La nuova area Superyacht, la nuova banchina per la Vela, i nuovi pontili per l’accoglienza dei RIB, la nuova VIP Lounge, il nuovo collegamento con elicotteri, nuovi prestigiosi partner, la nuova crescita del settore – ricorda le novità dell’edizione 2021 – E poi, i visitatori.  Sono stati 92.37, il 30% in più rispetto all’edizione 2020. E poi, +12% i contratti firmati rispetto all’anno scorso”. Seguono i ringraziamenti di rito.

Già, il Salone è andato bene. Non ha risentito dell’effetto sandwich, infilato com’era tra la rassegna di Cannes e quella di Monaco che inizia domani. Non ha avuto grandi problemi di maltempo – succede. Ha gestito al meglio le restrizioni Covid (green pass e tamponi all’ingresso). Si è inventato un layout che ha dato visibilità agli espositori e alle barche, facile per i visitatori e che ha nascosto i lavori in corso per il nuovo waterfront (scavi enormi). Sì, i problemi di traffico e di parcheggi, ma quelli sono della città.

La bella atmosfera che si è respirata al suo interno ovviamente risente del momento magico della nautica. Se si vende, e tanto, tutti sono sorridenti e distesi. Va detto che sono i cicli economici, ma anche che molto ha fatto Confindustria nautica per preparare il terreno della ripresa. Sì, ci sono ancora tante cose da fare, dalle normative rimaste indietro, dalla bandiera italian soffocata dalla burocrazia, dalla svolta impellente e necessaria per una nautica più sostenibile. Ma se ci si ricorda quei mesi bui della pandemia, con i cantieri chiusi, poi lo sblocco grazie ai protocolli elaborati dall’associazione e poi la ripresa pazzesca, diciamo anche inaspettata, e il Salone del 2020 unico ad aprire, be’, insomma, qualcosa è stato fatto.

Il segno che le cose girano, oltre ai sorrisi degli operatori e anche degli appassionati, è la continua passerella istituzionale-politica (che sostiene, va detto, come non mai il comparto). Nessuno regala nulla: se ci fosse mare grosso, sarebbero meno ambite. Si va dove si vince.

 

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