(di Paolo Ligammari)

 

Thanks to #Nautica

 

«Il 2021 è l’anno magico della nautica. L’idea di libertà che ti dà la barca, l’idea di sicurezza e la possibilità di fare tutto ciò che ti è precluso, dal muoverti, viaggiare, fare tardi, stare insieme fa sì che la barca sia diventato un oggetto che non è mai stato utilizzato così tanto dagli armatori come in questa estate». Alberto Galassi, ad di Ferretti Group, si gode il momento d’oro dei cantieri nautici e il boom dei ricavi (e degli ordini) della società che guida dal 2014. «Per noi è un anno super. In termini di margini, fatturato e soprattutto di raccolta ordini i primi sei mesi dell’anno hanno già surclassato il pur brillante risultato del 2020» 

 

La ricetta del successo, in questo caso, è semplice: «Vendiamo “isole private” – spiega l’avvocato – Dopo essere stati chiusi in casa per mesi c’è voglia di libertà e la nautica risponde a questo bisogno. C’è molta liquidità e poi anche un fattore psicologico: ci siamo resi conto della fragilità della vita e chi rimandava un acquisto, una scelta, ora invece la porta a termine», ha spiegato il manager al Cannes Yachting Festival. Per il via alla stagione dei saloni nautici settembrini, Ferretti Group ha portato 4 premiére assolute, con il debutto mondiale sulla Croisette di Riva 76’ Perseo Super, Riva 68’ Diable, Pershing 6X e il nuovo Why 200 di Wally, l’ultimo arrivato (2019) dei sette marchi del gruppo con sede a Forlì, tra i leader mondiali della produzione di motor yacht e navi da diporto con i marchi Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, Crn, Custom Line e Wally. Quest’anno, a livello di gruppo, si raggiungerà il record di vari: 200 navi; lo scorso anno l’asticella era rimasta a 150. «Nel 2020 non ci siamo mai fermati, se non per il decreto Covid (lockdown, ndr) e per poche settimane. Siamo anche stati tra i primi a ripartire e a firmare un accordo nazionale per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro dei nostri 1.500 dipendenti e delle aziende dell’indotto. Da lì in poi non abbiamo più smesso di correre».