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Dai dati sulla flotta yacht emersi nel corso del Superyacht Captains Forum – il consueto approfondimento sullo stato del mercato inserito nel programma di Yare (Yachting Aftersales & Refit Experience) in corso a Viareggio – l’Italia è nella top ten dei 10 paesi al mondo con la più grande quantità di cantieri navali e imprese dedicate al refit di navi da diporto. Seconda soltanto agli Usa e davanti a paesi quali Turchia, Spagna e Francia.

 

Nel corso dell’evento si è discusso naturalmente anche del conflitto in corso fra Russia e Ucraina e delle possibili ricadute sulla nautica da diporto che, secondo le stime di Navigo, riporta un 19% di acquirenti russi di superyacht. Da quanto è emerso il conflitto non dovrebbe incidere troppo negativamente sull’intero settore. “Gli effetti sul mercato, considerando i tempi di costruzione e consegna di circa due anni dei superyacht superiori ai 40 e 60 metri – ha segnalato il direttore generale di Navigo, Pietro Angelini – potrebbero verificarsi in modo più o meno pesante a seconda della durata della guerra che, non per motivi legati a questo, ci auguriamo possa finire prima possibile”.

 

Come è consuetudine a Yare sono stati forniti i dati sulla flotta mondiale di yacht insieme a quelli previsti per  il decennio 2020/2030: i superyacht nella fascia più consistente, tra 30 – 45 metri, tra il 2011 e il 2020 sono 1.123 con una previsione di 1.209 unità nel decennio 2020/2030. Tra i 45 e i 60 metri, 301 imbarcazioni e 290 yacht nel 2020/2030.

La flotta presente nella lunghezza tra 60 – 90 metri resta sostanzialmente invariata: 151 yacht nel periodo 2011/2020 e 149 in quello tra il 2020/2030; oltre 90 metri si sale da 43 a 62 megayacht. La differenza sul totale è di 92 unità in più (differenza tra 1.618 e 1.710 di previsione).