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di Antonio Macaluso

Un fatturato globale 2021 che sfiora i 6 miliardi di euro e un export che tocca i 3 miliardi: sono i due dati forse più significativi del consueto rapporto Monitor, realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica per inquadrare l’andamento del settore nautico a metà dell’anno nautico in corso. Presentata in anteprima a Expo Dubai – dove Confindustria Nautica organizza insieme a Agenzia ICE una collettiva di aziende italiane presso il Dubai Boat Show e partecipa al Regional Day dedicato alla Liguria – l’analisi evidenzia, nonostante i non pochi problemi causati dalla lunga pandemia, uno stato di salute eccellente di questo settore-gioiello dell’industria italiana. La partecipazione a Expo Dubai è anche l’occasione per il lancio mondiale del 62° Salone Nautico di Genova (dal 22 al 27 settembre) organizzato da Confindustria Nautica tramite la società operativa I Saloni Nautici, che accoglierà operatori, visitatori e appassionati del mare in un’area di oltre 200.000 mq (l’85% dei quali all’aperto), articolata nel collaudato format multi-specialistico, nel rapporto si osserva che evidentemente gli scenari che potrebbero svilupparsi di qui ai prossimi mesi potrebbero influire sull’andamento ad oggi delineato.

 

L’approvvigionamento di materie prime

Proprio sul tema della guerra in Ucraina, che aleggia su tutti i settori produttivi di ogni parte del mondo e che si ricollega ad una già delicata situazione sul fronte del costo e dell’approvvigionamento di molte materie prime, il Presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi conferma un’attenzione e un monitoraggio costanti. Al momento, chiarisce, il Consiglio di Presidenza, riunito il 4 marzo, non ha registrato significative esposizioni con riferimento agli ordini delle commesse già in portafoglio dei cantieri, che prevedono consegne sino a tre anni. I dati di preconsuntivo 2021 sull’andamento dell’industria nautica in Italia riportati da Monitor derivano, come si è detto, da indagini statistiche condotte dall’Ufficio Studi nei mesi di settembre 2021 e di febbraio 2022, sulla base di un campione significativo di aziende associate.

 

 

L’impatto della crisi ucraina

Alcuni tra i più importanti cantieri confermano l’impatto al momento quasi neutro della crisi ucraina. Sanlorenzo ha fatto sapere che l’importo del backlog al 31 gennaio 2022, pari a 1.002,6 milioni di euro, riferito a clienti di nazionalità russa non raggiunge il 10% del totale distribuito su tre esercizi, aggiungendo che si tratta di soggetti non colpiti da sanzioni internazionali, i cui pagamenti risultano regolari, e che nessun ordine è stato cancellato. Dello stesso tenore l’informativa di Ferretti Group, che non prevede significative conseguenze per il proprio volume d’affari.

 

La strategia geografica

«Forte di un portafoglio ordini al 28 febbraio di 1.272 milioni di euro e di una raccolta ordini dei primi due mesi del 2022 pari a 308 milioni di euro, il gruppo, presente in oltre 70 Paesi al mondo con una strategia commerciale geograficamente molto diversificata, – si legge in una nota – ha un’esposizione in termine di ricavi inferiore al 3% verso le aree geografiche coinvolte nel conflitto. Ferretti Group non è esposto sul segmento dei mega e giga-yacht, quello di maggiore riferimento per le élite russe colpite dalle sanzioni. Inoltre, al gruppo non risultano a oggi vendite a soggetti destinatari di tali provvedimenti. L’azienda sta monitorando l’evoluzione del mercato mitigando qualunque rischio grazie al modello distributivo che prevede pagamento a stato d’avanzamento delle costruzioni e potendo sempre ricollocare yacht seriali e semi – seriali in virtù delle liste d’attesa esistenti su quasi tutti i modelli in gamma».

 

Nessun rallentamento per The Italian Sea Group

Anche The Italian Sea Group, conferma che la produzione delle commesse in progress e le attività di refit proseguono senza alcun rallentamento. Al momento, «nessun ordine è stato cancellato e non si è manifestato alcun ritardo nei pagamenti degli Stati di Avanzamento Lavori (SAL) contrattuali in essere». Il gruppo peraltro lavora, come molti altri, esclusivamente su commessa per armatori con il supporto società di broker internazionali, con contratti che prevedono pagamenti anticipati relativi ai SAL. «In riferimento all’esposizione del Net Backlog nei confronti del mercato russo, The Italian Sea Group – si legge in una nota – è in essere soltanto un contratto con un cliente russo; in particolare, la società deve ancora incassare 6 milioni di euro relativi al saldo consegna nave, prevista nei primi mesi del 2023. Si evidenzia comunque che il soggetto contraente non rientra tra quelli colpiti da sanzioni internazionali».

 

L’esportazione

Al momento, insomma, la nautica italiana viaggia speditamente, tenuto conto della sua massiccia presenza in tutto il mondo. Come insiste Cecchi, «abbiamo una forte propensione all’export, con un tasso di esportazione dell’86% della produzione nazionale di unità da diporto. Siamo leader mondiali nella produzione di superyacht (con oltre il 50% degli ordini globali) e nei settori delle imbarcazioni pneumatiche, componentistica e accessori». Una condizione che, passata alla lente dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, aggiunge Cecchi, «conferma una possibile crescita del fatturato globale del settore intorno a un valore di +23,8%, con un range di variazione del 5%. Le ultime rilevazioni indicano che i dati definitivi di consuntivo 2021 (che saranno comunicati al Salone Nautico Internazionale di Genova a settembre) si attesteranno quasi certamente nella fascia superiore di stima con un fatturato complessivo che potrebbe così sfiorare la soglia dei 6 miliardi di euro, tornando ai livelli massimi già raggiunti nel biennio 2007/2008».

 

Il Made in Italy

Fra i fattori che Monitor evidenzia come determinanti per mettere il turbo alla crescita c’è sicuramente l’exploit dell’export della produzione cantieristica che, nell’anno terminato a ottobre 2021, ha toccato il massimo valore storico di 3 miliardi di euro (dati elaborati da Fondazione Edison). «Altri fattori decisivi del successo del made in Italy nautico – spiega Andrea Razeto, vicepresidente di Confindustria Nautica – sono i portafogli ordini di yacht e superyacht, che per molti operatori coprono addirittura il prossimo triennio, e l’ottima performance dei comparti dell’accessoristica nautica e dei motori marini. Inoltre, risultano positive anche le aspettative per l’anno nautico in corso (settembre 2021 – agosto 2022)».

 

Lancio mondiale a Expo Dubai

Nel complesso, il rapporto di Confindustria Nautica evidenzia che, per il comparto della produzione di unità da diporto, l’88% del campione preso in considerazione indica una crescita rispetto al precedente anno nautico, mentre per i comparti degli accessori e dei motori il valore si attesta al 77%. Nessuna impresa della cantieristica ipotizza riduzioni di fatturato, mentre nel segmento accessori/motori l’8% segnala possibili contrazioni. La partecipazione a Expo Dubai è anche l’occasione per il lancio mondiale del 62° Salone Nautico di Genova (dal 22 al 27 settembre) organizzato da Confindustria Nautica tramite la società operativa I Saloni Nautici, che accoglierà operatori, visitatori e appassionati del mare in un’area di oltre 200.000 mq (l’85% dei quali all’aperto), articolata nel collaudato format multi-specialistico.